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Tamburelli del Gruppo Folk Aulos


SHIBBOLETH
Canti & cunti


Gruppo Teatro Tempo





































































































































Canti Siciliani : Testi


C'era 'na vota
(C'era una volta)


Testo Originale
Traduzione Letterale

C’era na vota u caruseddu,  (1)
c’era macari u sanareddu,    (2)
u tuppetturu e a lazzata,        (3)
a caminata cca nnacata,        (4)
e i puspira e i ciappeddi,        (5)
a callà e i ciarameddi.            (6)

C’era u iocu dilli ligna,        (7)
cola cola ccu la tigna.            (8)
 Poi i pulici che stampelli       (9)
e li frecci ccu l’umbrelli:       (10)
e a strada ppi ghiucari         (11)
a  tutti i iochi ca sai fari!       (12)

C’erunu i coppa a tinchitè      (13)
e a figghia bafigghia ddo re.   (14)
I luppinari e i scarpareddi,     (15)
l’ammola forbici e cuteddi.
U chiancheri e u carbunaru,
u spiziali e u putiaru.

Cu mangiava stoccu a gghiotta,
cu faceva a manu motta.
U zzu  Saru cco zzu Maru,
ci iucava a paru e sparu,
mentri ‘ntantu u fruttaiolu,
tirava u sceccu e u cariolu.

C’era a rasta cco bacilicò,

e puri Rosa ca si maritò.       (16)
Cu aveva  la muggheri
ca era figghia di cavaleri.      (17)
Mentri a calata dda marina,  (18)
sciddicava na signurina. 
C'era una volta il salvadenaio,
c'era anche " u sanareddu ",
la trottola e lo spago,
la camminata ancheggiante,
la figurine e " i ciappeddi ",
a " callà " e le cornamuse.

C'era il gioco dei legni,
coccinelle calve.
Poi le pulci con le stampelle
e le frecce con gli ombrelli:
e la strada per giocare
a tutti i giochi che sai fare!

C'erano botte a volontà
e la figlia " bafigghia " del re.
I venditori di lupini e i ciabattini,
l'arrotino.
Il macellaio e il carbonaio,
il farmacista e l'oste.

Chi mangiava stoccafisso a ghiotta,
chi faceva la mano morta.
Lo zio Saro con lo zio Mario,
ci giocava a pari e dispari,
mentre intanto il fruttivendolo,
tirava l'asino e il carretto.

C'era il vaso di basilico,
e anche Rosa che si sposò.
Chi aveva la moglie
che era figlia di cavaliere.
Mentre nella discesa della marina,
scivolava una signorina.

Note ( Trovato Francesco )
1)Caruseddu ( tipico salvadanaio siciliano in terracotta)

2) Sanareddu ( In uso specialmente nel gioco con le noccioline. Al giocatore che
perdeva tutte le noccioline (nuciddi),su sua richiesta (Mu fai u sanareddu?) venivano
regalate  un certo numero di noccioline, che gli consentissero di partecipare al gioco
ancora per una volta: in pratica gli veniva concessa una ultima possibilita’ per rifarsi
della perdita.

3) Tuppetturu ( trottola in legno con una punta di ferro ( u pizzu) sulla quale il tuppetturu
girava una volta lanciato a mezzo della lazzata ( spago che veniva avvolto a spirale sul tuppetturo e che veniva tirato  bruscamente a se quando il tuppetturo veniva lanciato),
in modo da generare allo stesso un violento senso rotatorio che gli permetteva una volta
a terra di  girare vorticosamente.

4) A caminata cca nnacata : la camminata da bullo, ancheggiando,

5) Puspiri: figurime ( il nome ha origine dalle “ pusparere”, le scatole colorate dei
fiammiferi ( i pospiri), che i bambini ritagliavano e che poi usavano per i loro giochi.
In seguito tale nome rimase per tutti i tipi di figurine che riproducevano giocatori
di calcio,scene di film ecc. : giochi tipici dei puspiri erano “a ppa” e  “a pammata”.

I ciappeddi: gioco in cui gli elementi principali erano u Mastru e i Ciappeddi:
 - u Mastru consisteva in una pietra  piatta  non molto grande che veniva  posizionata
dritta sul terreno e dietro alla quale veniva disposta la posta dei giocatori.
( principalmente consistente in monete)
- I Ciappeddi erano delle pietre, una per ogni giocatore, che venivano lanciate verso
il mastro in modo da allontanarlo dalla posta .

Vinceva il giocatore che, tramite la sua ciappedda riusciva a colpire il mastro ed
allontanandolo dalla posta,  con la sua ciappedda si posizionava alla posta stessa 
in modo  piu’ vicino del mastro , o che in ogni caso anche  in seguito ad un precedente
colpo anche da parte di un altro giocatore che aveva fatto allontanare il mastro dalla
posta, riusciva con la propria ciappedda  ad avvicinarsi alla posta  in modo piu vicino
dello stesso mastro.   

6) Calla’: pezzo di pietra, di colore bianco di consistenza gessosa, residuo di
materiale da costruzione,  usata come gesso per disegnare per terra vari giochi
(esempio “ u sciancateddu ").

I ciarameddi: le ciaramelle, le cornamuse.     

7) Il gioco dei "legni"
Gli strumenti erano tre pezzi di legno: uno delle dimensioni di circa 10 centimetri
costituiva il mastro che veniva appoggiato inclinato al muro; un altro di circa 15
centimetri arrotondato al centro e smussato ai lati, in modo che battendo ad uno
dei lati potesse saltare, ed un terzo costituito da un bastone lungo mediamente
40//45 centimetri.

Uno dei giocatori  colpendolo con il bastone lanciava il legnetto smussato:
a turno gli altri giocatori raccoglievano il legnetto e  lo lanciavano
verso il mastro.
Se il lanciatore atterrava il mastro diventa battitore titolare del gioco, in caso
contrario il giocatore battitore in carica e titolare del gioco, riusciva ad
intercettare con il bastone  il legnetto  durante la traiettoria aerea e lo
colpiva rimandandolo lontano.

La distanza che riusciva a far raggiungere al legnetto, veniva misurata con il
bastone e  le tante volte che tale bastone veniva comprese in tale distanza
costituivano i punti accumulati. Vinceva chi in qualità di battitore riusciva ad
accumulare per primo il numero dei punti  prefissato.

8- 9
) Cola cola ccu la tigna e pulici che stampelli:detto scherzoso che
letteralmente si traduce”coccinelle calve (cca Tigna) e pulci con le stampelle”
(tale modo di dire forse è stato originato  dal guscio liscio e arrotondato
delle coccinelle che ricorda una testa calva, e dalla propensione delle pulci a
saltare in modo buffo.)

10- 11- 12) La strada ppi ghiucari a tutti i jochi ca sai fari:
anno 1954 un pomeriggio di primavera un ragazzino di nove anni dice alla mamma
“mamma i compiti mi finii." Pozzu iri a ghiucari?
 “ Va beni, basta ca non torni tardu. Non ti 'nni iri luntanu.” U carusu grapi a
porta e trasi. Proprio così trasi !!!,…Aprennu la porta ed uscendo da casa, 
trasi (entra) nel più meraviglioso parco giochi  che si possa immaginare: la strada.

Piu’ in la all’incrocio con l’altra strada ( e quattru cantuneri), altri carusiddi aspettano
Anche lui si unirà a loro! Fra poco altri carusi ancora arriveranno e assieme
scieglieranno tra tutti i giochi che offre loro il grande catalogo dei giochi della strada:

i ciappeddi, u tuppetturu, acchiappa acchiappa , carica botta, anmmuccia
ammuccia, a  scarica barili, o fazzulettu, e ligna, pani iancu e tocca a mamma,
o sciancateddu, e puspiri ( a ppà o a pammata), e frecci che raggi di lumbrella,
u cariolu e u motopattini a pallini, a mmiffa, o circulu ( che circuni de bicicletti),
a  ‘mpalu e spalu, e nuciddi( o baddu, a zzicca o a fussetta), cco tirapetri,
e quattru cantuneri, cche spadi, a pammata, o palluni,
e a tutti gli altri giochi
che la fantasia loro ispirerà.

Il ragazzo tornerà a casa stanco delle corse fatte e con la mente ancora ai giochi ,
ai discorsi e ai ragionamenti fatti assieme agli altri ragazzini.
Stanotte dormirà tranquillamente e serenamente: egli non conosce lo stress della vita programmata dei ragazzi degli anni 2000 che, tra palestra, piscina o tennis,
( regolarmente accompagnati da mamma o papa)’, la scuola, lo studio e
il  computer,  sempre al chiuso come in gabbia, non sapranno mai cosa sia correre 
per la strada, liberi assieme agli altri ragazzi e sentirsi protagonisti della propria
fanciullezza.

13) I coppa a tinchitè (botte a volontà, a dove capita capita, botte da orbi)

14
) A figghia bafigghia ddo re ( richiamo a una filastrocca che recitava “C’era na
vota re bafè, viscotta e minè, c’aveva na figghia bafigghia viscotta e minigghia
ecc, ecc,)

15
)I luppinari e i scarpareddi, l’ammola forbici e cuteddi. U chiancheri e u
carbunaru, u spiziali e u putiaru
( i venditori di lupini,  i calzolai, gli arrotini,
i macellai, i venditori di carbone, i farmacisti e i bottegai , osti venditori di vino.)

16
)Riferimento alla canzone in lingua siciliana “Si maritau Rosa

17
) Cu aveva la muggheri ca era figgia di cavaleri: riferimento ad una filastrocca
cantata durante il gioco “Pugnu Cutugno”che recitava “Pugnu cutugnu amara a ccu 
cciu’ dugnu, cciu’ dugnu a me mugheri ca e’ figghia di cavaleri”:

18
)Mentri a calata da marina sciddicava na scignurina: riferimento ad una canzoncina
che sulle note della marcia  dei bersaglieri iniziava con il verso“a calata da marina
sciddicau na signurina”