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Gruppo Teatro Tempo





































































































































Abruzzo Michele



Attore del teatro siciliano e del cinema ( Sciacca AG. 1904).
Il suo cognome si scrive con una sola <B>, anche se l'enciclopedia dello spettacolo e numerose locandine lo registrano con due, come i catanesi lo pronunciano.

Tredicenne, abbandonò la casa paterna per seguire un attore di varietà, Giuseppe Ragusa, e la sua compagnia di guitti. Fece le sue prime esperienze col
< palcoscenico minore >, dopodichè passò, nel 1921, con Giovanni Grasso senior.

Nel 1926 recitò al Bellini di catania, poi in Africa, nei teatri delle colonie fasciste. Morto Musco nel '37; fece l'anno dopo compagnia con la Anselmi che di quel grande era stata la partner più duratura, debuttando con Mi voglio maritare di Santi Savarino; restarono insieme, quasi ininterrotamente, per una ventina d'anni o poco meno. E frattanto si sposava.

Dal 1958 al 1974 ha recitato anche a catania - sua patria d'elezione artistica - al teatro stabile, con Turi Ferro, ancora la Anselmi, Spadaro e altri, non senza interludi in altre città. il suo repertorio riprende quello di Musco, con alcuni innesti che si adattano alla sua maschera e alla sua vigoria drammatica.

Come caratterista, Abruzzo ha partecipato ad alcuni film ( L'ha fatto una signora del 1939, I cavalieri della maschera nera del 1947, Ho scelto l'amore del 1953, Classe di ferro e Il mondo sarà nostro del 1957, Pastasciutta nel deserto del 1961, mare matto del 1963 ), e poi per la TV ( Il cavaliere pedagna del 1959, La coda della volpe del 1960, Un'abitudine a che serve del 1964, Caccia al lupo del 1967, Il gelataio episodio da storie dell'emigrazione del 1972).

Ma il suo cuore è sempre rimasto ancorato al fascino del palcoscenico. <<Un attore - lo definì in uno scritto Lucio D'ambra - degno di raccogliere la gloriosa eredità di Grasso e di Musco, senza imitare o copiare mai i suoi illustri predecessori >>. E aggiunse: << Misurato e sobrio, non eccede e non invade mai, ma riempie.

Sta sul palcoscenico come a casa sua, e anche da solo lo popola>>.Famosa la sua interpretazione del Liolà pirandelliano. E' stato uno dei promotori del Teatro stabile di Catania. Nel 1984 è stato insignito del Premio Pirandello, il prestigioso riconoscimento che viene assegnato ai grandi interpreti dei lavori teatrali del drammaturgo agrigentino.

Il 15 giugno 1986 l'associazione culturale << I siculi-Azeta >> gli ha conferito il premio << una vita per il teatro siciliano >>. Anche sua figlia Paola (Castellaneta 1946) è attrice di prosa.
Enc. di Ct Tringale Editore 1987

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Michele Abruzzo